Esempi di installazioni
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La tecnologia del fotovoltaico
la cella è un dispositivo costituito da una sottile fetta (wafer) di materiale semiconduttore, molto spesso silicio. Il silicio è di norma intrinsecamente drogato mediante l’inserimento nella struttura cristallina di atomi di boro. Una faccia della fetta viene invece drogata per diffusione ad alta temperatura con piccole quantità di fosforo. Nella zona di contatto tra i due strati a diverso drogaggio si determina un campo elettrico; quando la cella è esposta alla luce, si generano delle cariche elettriche e, se le due facce della cella sono collegate ad un utilizzatore, si avrà un flusso di elettroni sotto forma di corrente continua.
L’energia sfruttabile dipende dalle caratteristiche della cella: l’efficienza di conversione (percentuale di energia elettromegnetica trasformata in energia elettrica disponibile) per celle commerciali al silicio è in genere compresa tra il 12% e il 17%.
In pratica la tipica cella in silicio mono o polcristallino, di spessore di 0,25/0,35mm, generalmente quadrata, si comporta come una piccola batteria, producendo, con soleggiamento di 1 kW/mq e a 25°C, una corrente di 3A con una tensione di 0,5V, quindi una potenza di 1,5W di picco (Wp).
Per quanto riguarda la tecnologia delle celle, il processo per ottenere il silicio è, nel caso del monocristallino, quello utilizzato dall’industria elettronica; viene preparato con silicio metallurgico puro al 98%, cristallinità addirittura superiore alle esigenze del fotovoltaico; da alcuni anni si utilizza il silicio policristallino che unisce ad un buon grado di purezza del silicio, costi inferiori. Esiste poi il silicio amorfo, tecnicamente differente, con aspetto gradevole per il colore uniforme marrone/rossastro che lo ha reso gradito ad architetti e designer; quest’ultimo è il più economico ma, avendo un’efficienza minore, ha bisogno, a parità di dimensionamento dell’impainto, di superfici maggiori
Moduli, stringhe, pannello, campo
le celle solari costituiscono un prodotto intermedio dell'industria fotovoltaica: forniscono valori di tensione e corrente limitati in rapporto alle richieste degli apparecchi utilizzatori, sono fragili, non sono isolate e sono prive di supporto meccanico. Vengono quindi assemblate in una struttura robusta e maneggevole, in grado di funzionare per molti anni anche in condizioni difficili: il modulo fotovoltaico. I moduli in commercio più diffusi hanno dimensioni da 0,5mq a 1mq con potenze dai 50Wp ai 150Wp; le prove meccaniche di resistenza alla grandine vengono fatte con sfere di ghiaccio di diametro da 45mm a 75mm con velocità tra i 30m/s e i 39m/s. Un insieme di moduli collegati elettricamente costituisce una stringa; più stringhe collegate in parallelo costituiscono un campo fotovoltaico.
L'impianto fotovoltaico
è un sistema atto a trasformare l’energia solare in energia elettrica. Il dispositivo che sta alla base di tale impianto e che ha il compito di attuare questa conversione è il MODULO FOTOVOLTAICO. Questi dispositivi, che possono variare per dimensione e potenza, vengono collegati in serie ed in parallelo a fornire l’energia richiesta alle esigenze di consumo dell’utenza. I moduli però producono una corrente continua che deve essere trasformata in alternata, quando l’impianto deve essere collegato alla rete elettrica. Questa trasformazione avviene attraverso un sistema di conversione prodotto da un dispositivo chiamato inverter. Un impianto così realizzato, cioè allacciato alla rete elettrica, viene denominato, impianto Grid-connected. Esiste comunque un secondo tipo di impianto che prevede un collegamento a batterie: questo prende il nome di impianto Stand-alone. Questi impianti vengono utilizzati per alimentare utenze isolate cioè lontane dalla rete Enel.
Sistemi connessi alla rete "grid-connected"
questi tipi di impianti solari fotovoltaici producono corrente elettrica che viene immessa, una volta convertita in corrente alternata a 220 Volt, nella rete Enel, per essere usata nella tua città. Questo avviene attraverso un contatore speciale installato dall'Enel: in questa maniera non necessitiamo di costose batterie per conservare l'energia elettrica prodotta, ma la possiamo riprendere dall'Enel in qualsiasi momento, pagando solo la differenza tra quella prodotta e quella consumata.
Scambiare corrente con l'Enel ha un costo di circa 30 Euro l'anno, perchè questo è il costo per il noleggio del contatore di acquisto dell'energia prodotta dai moduli fotovoltaici.
Quindi come soluzione non è molto dispendiosa, se si considera che invece fornirsi di batterie può costare facilmente anche 1.000 Euro, oltre alle problematiche di usura delle batterie stesse che hanno una vita di circa 10-15 anni.Dotarsi di batterie è abbastanza sconsigliato anche perchè purtroppo le batterie saranno cariche al massimo durante i mesi estivi, quando magari non necessitiamo di molta energia elettrica, o siamo in vacanza, mentre faranno fatica a caricarsi durante i mesi invernali, proprio quando serve più energia nell'abitazione.
I sistemi isolati : "Stand-alone"
questi tipi di impianti solari fotovoltaici producono corrente elettrica, che viene utilizzata per caricare delle batterie, normalmente a 12-24 Volt, in modo da poter utilizzare l'energia elettrica, prodotta dai moduli fotovoltaici, in un qualsiasi momento della giornata.
Normalmente questi tipi di impianti sono usati laddove l'Enel non arriva con i propri cavi, quindi baite di montagna, o case in campagna, oppure nel caso ci si voglia staccare completamente o parzialmente dall'Enel.
Anche se in realtà, staccarsi completamente dall'Enel, può creare seri problemi nel momento in cui ci siano guasti, o giornate particolarmente nuvolose, oltre al fatto che comunque in linea di massima, da un punto di vista ecologico e pratico è più conveniente cedere l'energia prodotta direttamente all'Enel, piuttosto che conservarla in batterie costose e che una volta in disuso diverranno materiale altamente inquinante.
Si possono utilizzare lampade, frigoriferi o apparecchiature speciali che, funzionando a 12-24 Volt, non necessitano dell'inverter per funzionare.
Altrimenti, se è indispensabile usare corrente elettrica a 220 Volt, è necessario anche installare un inverter, il cui compito è di trasformare la corrente delle batterie in corrente alternata a 220 Volt.
Occorre tenere in considerazione, in questo caso, che non è più necessario acquistare un inverter di tipo professionale ( che richiede l'Enel ), ma ne basta un modello abbastanza economico.
 
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